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#4 La differenza tra la moneta che ho in tasca e i soldi virtuali

Il mondo della finanza sta cambiando per tutti. Ci ritroviamo il portafoglio pieno di carte di plastica che contengono i nostri soldi virtuali. Il denaro ha assunto una nuova forma. Siamo passati dalle conchiglie alle pietre preziose e dalle banconote alle carte di plastica. Queste carte sono collegate al nostro conto bancario e ci mostrano la quantità di denaro che possediamo in un numeretto all’interno di una applicazione.

Ai tempi di O’Kefee, la svalutazione del denaro era percettibile dal fatto che il bene utilizzato come mezzo di scambio fosse difficile da utilizzare per via del crollo del suo valore. Vi era dunque una percezione fisica del valore della moneta come bene. Quando venne introdotta la carta come mezzo di scambio, la Banca Centrale valutò la stampa delle banconote da immettere nel sistema monetario per stimolare l’economia. Molti di voi avranno visto o almeno sentito parlare del telefilm “La casa de papel”, dove un gruppo di ladri professionisti e ben organizzati si intrufola all’interno della zecca di Stato, utilizzando le stampanti per appunto stampare miliardi di euro per se stessi. Ecco, proprio in quel modo venivano stampate le banconote che abbiamo in tasca.

paper money
La maggior parte del denaro che oggi è in circolazione è sottoforma di plastica, ovvero carte di credito collegate al conto bancario che contengono soldi virtuali. Pertanto è diventato semplicissimo stampare moneta da parte della Banca Centrale: basta premere un tasto sulla tastiera del computer. Di certo, la svalutazione della moneta non avverrebbe la stessa velocità con la quale avveniva ai tempi di O’Kefee. Il modo in cui questa svalutazione si ripercuote nell’economia è chiamata inflazione, ovvero aumento dei prezzi dei beni. Vi siete mai chiesti perchè un oggetto acquistato oggi ha un prezzo e lo stesso oggetto acquistato anni fa costava meno della metà? La risposta sta proprio nell’inflazione, che è causata esattamente dalla stampa di nuova moneta.
Offerta di moneta

Il grafico qui sopra mostra il totale di “aggregato monetario M1” in circolazione (M1 è il totale di banconote e monete in circolazione più i depositi). La decisione dell’aumento della moneta in circolazione è lasciata alla Banca Centrale Europea (BCE), che ha come obiettivo il raggiungimento di un livello di inflazione del 2%. Questo livello, secondo studi economici della scuola Keynesiana, garantirebbe una economia in crescita stabile che però va incontro a cicli economici. L’inflazione è anche trascinata dalla decisioni dei governi. Pertanto banche e governi collaborano per il raggiungimento di questo obiettivo.

E se non fosse la Banca Centrale ma un algoritmo su internet a decidere la quantità di moneta in circolazione, cosa pensereste? Se vi dicessi che internet è in grado di decidere autonomamente quanta moneta stampare?

Questo ci porta all’affascinante processo di produzione dei bitcoin, detto in inglese mining. Per utilizzare l’analogia con le banconote, i bitcoins vengono “stampati” sulla base di un algoritmo matematico pre-definito nel protocollo Bitcoin da Satoshi Nakamoto. I nuovi bitcoins stampati vengono dati come ricompensa ai possessori di molti computer e di un wallet, per aver accumulato un gran numero di operazioni di calcolo che mirano a trovare la soluzione a quello che potrebbe essere descritto come un rompicapo matematico casuale.

Mentre la Banca Centrale mira a raggiungere il 2% di inflazione nel sistema monetario dell’euro, il ruolo dell’algoritmo è quello di garantire una progressione decrescente dello stock complessivo di bitcoin, dimezzando la ricompensa ogni quattro anni e garantendo un definito numero di soldi virtuali. Inoltre, più bitcoin verranno prodotti, più i rompicapo matematici da risolvere diventeranno difficili.

soldi virtuali

Il grafico qui sopra mostra la politica monetaria di bitcoin (linea rossa), che rappresenta il totale di bitcoin che sarà messo in circolazione fino al 2140 e il tasso d’inflazione (linea blu), cioè la ricompensa che i miners (i possessori di computers e wallet) riceveranno quando risolveranno il rompicapo matematico di cui vi parlavo sopra. Si nota la forte differenza tra la politica monetaria della Banca Centrale e quella Bitcoin. E’ altrettanto forte la differenza che c’è tra la scuola di pensiero economica Keynesiana e quella della scuola economica Austriaca, che sarà più chiara man mano che leggerete questo blog.

Satoshi Nakamoto ha chiaramente influenze economiche Austriache e libertarie nel suo progetto, ed è perciò sicuramente in netto contrasto con il sistema e con la politica monetaria della BCE.

Quali sono le ripercussioni di un sistema monetario deflazionista? In poche parole, come sarebbe la nostra vita se tutti utilizzassimo Bitcoin? Decisamente, è ancora troppo presto per poter anche solo immaginare di vivere in una società simile…

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