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    <title>Parlare Bitcoin</title>
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    <description>Capisci il denaro, poi capirai Bitcoin. Qui Bitcoin si parla, non si vende.</description>
    <language>it-IT</language>
    <lastBuildDate>Mon, 06 Jul 2020 06:27:03 GMT</lastBuildDate>
    <item>
      <title>#15 Cryptobazar.it: l'Amazzonia dei beni scambiati in crypto</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/cryptobazar/</link>
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      <pubDate>Mon, 06 Jul 2020 06:27:03 GMT</pubDate>
      <description>Mi sono imbattuto in qualcosa di interessante e volevo condividerlo sul mio blog, per prendere una pausa dai temi molto tecnici che ultimamente sto toccando. Di cosa si…</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono imbattuto in qualcosa di interessante e volevo condividerlo sul mio blog, per prendere una pausa dai temi molto tecnici che ultimamente sto toccando. Di cosa si tratta? Di cryptobazar.it, un sito web italiano dove poter vendere o acquistare oggetti di qualsiasi genere in cambio di criptovalute.</p>
<p>Ho subito preso la palla al balzo per provare la piattaforma e pubblicare un annuncio di vendita. Ho messo in vendita una delle mie copie del libro “Il Bitcoin standard” in versione Italiana (l'annuncio oggi non è più online). Ho impiegato meno di 5 minuti per pubblicare il mio annuncio di vendita in cambio della mia criptovaluta preferita (indovinate un po’ quale…)</p>
<p>Cryptobazar è online da ottobre 2019. Il progetto è in fase embrionale e sono gli utenti stessi a gestire i pagamenti indipendentemente. A questo stadio, infatti, il sito permette solo la pubblicazione dell’annuncio per la quotazione in crypto. Ma l’idea di avere, in Italia, un bazar dove sia possibile acquistare e vendere prodotti in cambio di Bitcoin è abbastanza rivoluzionaria e dà a questo “crypto e-commerce semi-P2P” Made in Italy un tocco di elettrizzante novità. L'innovazione arriva con l’adozione e il crescente utilizzo di criptomoneta, e porterà le persone ad utilizzare sempre più questi servizi per lo scambio di beni, servizi e cryptovalute.</p>
<p>Ad oggi troviamo numerosi siti web dove poter acquistare in cambio di criptovalute, ma la maggior parte non spediscono in Italia e non sono affatto convenienti. È appunto la focalizzazione del servizio sugli utenti italiani che dà potere a questo progetto.</p>
<p>Sono riuscito a contattare il fondatore del sito Gianluca Vitrano ed ho scoperto una persona appassionata di web design ed ovviamente criptovalute. Gianluca collabora con il suo partner Francesco Vergine, ed entrambi credono che le criptovalute in generale abbiano un grosso potenziale all’interno della società moderna e, proprio per questo, hanno deciso di offrire a chiunque la possibilità di scambiarle con qualsiasi bene pubblicato dagli inserzionisti.</p>
<p>La decentralizzazione delle criptovalute è una delle caratteristiche che Gianluca preferisce.</p>
</p>
<p>Essendo essa un argomento che appassiona anche me, e che ho trattato nell’<a href="https://parlarebitcoin.com/blog/la-moneta-che-ho-in-tasca-e-i-soldi-virtuali/">articolo #4</a>, si è ovviamente creata una bella connessione. Abbiamo parlato di come questo mercato può cambiare la società e approfondito i numeri crescenti che si sono registrati negli ultimi anni. Entrambi pensiamo che sia impossibile fermare questo fenomeno e che le nuove generazioni saranno quelle che utilizzeranno questa nuova tecnologia più di tutti. E, mentre noi cerchiamo di divulgare informazioni trasparenti, guide all’utilizzo e metodi alternativi di utilizzo, i più giovani hanno già comprato e venduto criptovalute scambiandole con altri beni, digitali e non. D'altronde, è sempre stato così: “se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse...”, come diceva Henri Estienne.</p>
<p>Si è discusso del fatto che le criptovalute hanno raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 230 Miliardi e che sono sempre di più le persone che detengono queste valute digitali nei propri portafogli. Allo stesso modo, il loro mercato di scambio cresce continuamente, così come il bisogno di creare un sistema economico autonomo che ne garantisca l’utilizzo. È proprio questo il dato su cui fa leva cryptobazar.it: il sempre crescente interesse in un mercato dove il vecchio conio cede ogni giorno qualche punto di valore e i controlli hanno quasi superato i limiti alla libertà personale che possiamo considerare tollerabili.</p>
<p>Cryptobazar.it è un sito veramente semplice da utilizzare e libero, infatti non è necessaria la registrazione per consultare gli annunci, ma solo per contattare l’inserzionista. Veder nascere progetti di questo genere trasmette ottimismo agli appassionati di Bitcoin come me. Vedo sempre più creativi cercare in tutti i modi di avvicinare il mondo delle criptovalute alla vita quotidiana delle persone interessate, con l'obiettivo di tirarle fuori da una storia che ha già un finale ben conosciuto. Mi auguro che questo progetto faccia strada e arrivi ad espandersi in tutta Italia, cosicché le persone possano paragonare la libertà e facilità di scambio delle criptovalute con quella limitata e controllata (nonché svantaggiosa) delle valute fiat.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#14 Mempool: una lista d'attesa</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/mempool/</link>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2020 15:36:18 GMT</pubDate>
      <description>La rete P2P Bitcoin ( articolo #12 ) formata dai nodi mantiene cara ed al sicuro la copia di tutte le transazioni effettuate in Bitcoin all’interno della blockchain (…</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La rete P2P Bitcoin (<a href="https://parlarebitcoin.com/blog/bitcoin-e-una-rete-p2p/">articolo #12</a>) formata dai nodi mantiene cara ed al sicuro la copia di tutte le transazioni effettuate in Bitcoin all’interno della blockchain (<a href="https://parlarebitcoin.com/blog/la-blockchain/">articolo #5</a>). Come scritto negli articoli precedenti, ogni nodo mantiene una copia della blockchain e i miners, che costituiscono a loro volta dei nodi, si preoccupano di confermare la transazione. Ma in che modo viene aggiornata la blockchain?</p>
<p>Ogni wallet è collegato ad un nodo. Ogniqualvolta un wallet effettua una transazione, il nodo trasmette la transazione a tutta la rete. Infatti, ogni nodo è collegato a circa 10 nodi in maniera casuale e, quando la transazione viene autorizzata, il nodo manda i dettagli della transazione a tutti i nodi collegati. Ogni nodo verifica la transazione, ovvero verifica che la richiesta di spostare bitcoin da quel wallet non sia falsa. Si verifica che i bitcoin appartengano realmente a quell'indirizzo e, attraverso la chiave pubblica, si verifica anche che sia il proprietario a richiedere la transazione e non qualcun altro. Questo metodo di verifica avviene attraverso la criptografia asimmetrica, che tratteremo in un altro articolo. Ad ogni modo, una volta che la transazione è verificata, i dettagli della transazione vengono trasmessi al nodo successivo, che effettua nuovamente la verifica. Questo avviene perché, tra un passaggio e un altro, la transazione potrebbe essere stata modificata da un nodo malintenzionato o hackers della rete, e non ci si può fidare e trasmettere una transazione senza verifica. Da qui nasce un motto famoso nella community Bitcoin che dice: “<em>don’t trust, verify</em>” (non fidarti, verifica), rivolgendosi a tutti i nodi che ricevono la transazione. Tutte le transazioni in sospeso vanno a creare una lista di transazioni non confermate, chiamata mempool. La mempool non è altro che una lista di tutte le richieste di trasferimento di bitcoin da un wallet ad un altro che sono ancora in attesa di conferma da parte dei miners.</p>
<p>Ogni nodo ha una mempool che viene aggiornata solo quando i miners confermano le transazioni. Infatti, una volta che la transazione viene confermata dai miners, anche il blocco che contiene tutte le transazioni confermate viene distribuito a tutti i nodi (allo stesso modo in cui viene distribuita la transazione da confermare). In questo modo tutti i nodi aggiornano sia la mempool che la copia delle blockchain che detengono.</p>
<p>La mempool non è unica per tutti i nodi. Infatti alcuni nodi potrebbero avere una mempool leggermente diversa da altri perché i tempi di distribuzione possono variare da nodo a nodo, e perché un nodo direttamente collegato ad un miner è aggiornato più velocemente rispetto ad uno non collegato al miner, così come il nodo che ha generato la transazione detiene per primo quella transazione che potrebbe non essere presente nella mempool di un altro nodo. Ad ogni modo, ciò che conta è che ogni nodo, prima o poi, deterrà una copia aggiornata della blockchain con tutte le transazioni confermate. Grazie ad essa, il nodo è in grado di eliminare dalla propria mempool le transazioni che sono state confermate.</p>
<p>La mempool è quindi la lista delle prossime transazioni da confermare per i miners. I miners attingono dalla mempool e confermano le transazioni che sono ancora in fase pendente. Se la mempool fosse vuota, il miner non avrebbe alcun lavoro da svolgere. Come detto nell’articolo #11, il miner riceve una ricompensa per il lavoro che svolge, che consiste nella conferma delle transazioni, ricompensata con l’emissione di nuovi bitcoin (fino al raggiungimento del limite stabilito di 21 Milioni).</p>
<p>Ho un amico sviluppatore, anch'esso appassionato di Bitcoin, che ha sviluppato un sito web in grado di monitorare la mempool di diversi nodi Bitcoin e di dare quindi una buona approssimazione delle lista di attesa delle prossime transazioni. Questo ci permette di comprendere meglio il meccanismo e di monitorare sempre la mempool di Bitcoin per verificare quanto tempo potrebbe impiegare la nostra transazione per essere approvata. Il sito è <a href="http://mempool.space" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mempool.space</a> e rappresenta graficamente la blockchain e la mempool.</p>
<p>Sulla destra della pagina si trovano tutti i blocchi confermati, mentre sulla sinistra si trovano tutte le transazioni, o gli ipotetici blocchi (perché ancora non sappiamo la composizione del prossimo blocco) che sono in fase di conferma (del rapporto tra transazioni, blocchi e composizione dei blocchi parleremo meglio negli articoli successivi). Nella barra in basso troviamo il numero di transazioni non confermate (Unconfirmed transactions: 3.989) e la dimensione della mempool in bytes (Mempool size: 4 MB).</p>
<p>Bitcoin è una rete trasparente e dà la possibilità a chiunque di monitorare lo status della rete, attraverso la verifica non solo delle transazioni già confermate sul web, ma anche di quelle che sono ancora in fase di approvazione. Di rilevante importanza è la possibilità di avere una stima accurata del tempo necessario per la conferma della transazione, che ad oggi risulta invece essere un problema per alcune transazioni effettuate attraverso l’ormai zoppicante sistema bancario.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#13 Chi decide il prezzo di Bitcoin?</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/chi-decide-il-prezzo-di-bitcoin/</link>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2020 06:00:00 GMT</pubDate>
      <description>Il prezzo di Bitcoin è determinato dall'interazione di domanda e dall'offerta, dall’incontro tra chi possiede bitcoin e vorrebbe venderli (lato offerta) e chi non…</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il prezzo di Bitcoin è determinato dall'interazione di domanda e dall'offerta, dall’incontro tra chi possiede bitcoin e vorrebbe venderli (lato offerta) e chi non possiede Bitcoin e vorrebbe acquistarli (lato domanda).</p>
<p>L’interazione tra domanda ed offerta determina il valore di qualsiasi tipo di bene. Una teoria sul valore che personalmente considero molto valida è quella spiegata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Menger" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Menger</a>. Egli affermava che il valore di un bene non è determinato dalla quantità di lavoro dedicata alla sua realizzazione, ma piuttosto dall'individuo disposto o meno a consumarlo. Dal momento che gli individui valutano le cose in modo diverso e secondo diverse scale di importanza, non c'è modo di determinare obiettivamente il valore di ogni bene commerciato se non facendo riferimento ai giudizi personali (soggettivi) del singolo individuo. Secondo questa teoria, per esempio, è naturale valutare una bottiglia d’acqua diversamente a seconda che si sia nel deserto o in montagna.</p>
<p>Bitcoin è un bene digitale e viene scambiato principalmente online attraverso gli exchange. Gli utenti si registrano negli exchange e fanno il loro deposito in euro o bitcoin per partecipare agli scambi di bitcoin. Ogni exchange mostra il cosiddetto order book che mostra la lista dei prezzi disponibili ai quali è possibile scambiare bitcoin. Come si leggono questi prezzi?</p>
<p>Nell'esempio originale (maggio 2020) il prezzo di bitcoin era di $ 9.728,01 e rappresenta il prezzo al quale è stato effettuato l'ultimo scambio di bitcoin.</p>
<p>È ragionevole pensare che chi non possiede bitcoin voglia acquistarlo ad un prezzo vantaggioso, quindi inserisce un ordine di acquisto ad un prezzo più basso di quello che è adesso nel mercato, e viceversa per i venditori. Infatti, è ragionevole pensare che i venditori vogliano vendere Bitcoin ad un prezzo vantaggioso e quindi più alto del prezzo di mercato.</p>
<p>Il cosiddetto order book rappresenta la domanda e l’offerta di Bitcoin. Prendiamo ad esempio l’order book di Bitstamp, un famoso exchange di Bitcoin.</p>
<p>Come detto prima, i prezzi in rosso sono ordinati in ordine crescente ed indicano i prezzi a cui i possessori di bitcoin sono disposti a vendere (prezzi più alti di mercato). I prezzi in verde a sinistra,ordinati in ordine decrescente, indicano il prezzo al quale i partecipanti sono disposti ad acquistare bitcoin. I numeri nella colonna “Amount”, prima del prezzo, indicano le quantità che essi sono disposti ad acquistare o vendere. Se volessimo quindi acquistare bitcoin dovremmo rivolgerci ai possessori di bitcoin (parte destra del grafico) o piazzare un ordine di acquisto ad un prezzo più basso di quello di mercato. Se, per esempio, volessi acquistare 1 bitcoin a queste condizioni di mercato senza piazzare un ordine, acquisterei 0.5 bitcoin a 9.733,85 (l’exchange addebiterà il nostro conto di euro 4.866,93 = 0.5 x 9.733,85), 0.022601012 (seconda riga parte destra) a 9.723,48 (addebitando euro 219,99) ed il restante ammontare per arrivare ad un bitcoin (0,47739) al terzo prezzo di mercato 9.733,77 (addebitando 4.646,85). Una volta acquistato 1 bitcoin, l’exchange pubblica l’ultimo prezzo registrato, ovvero 9.733,77.</p>
<p>Il mercato di bitcoin è composto da molteplici tipologie di partecipanti: speculatori, exchange, robot, investitori, mercanti e tanti altri. L’oscillazione del prezzo di Bitcoin dipende quindi solo ed esclusivamente dalla volontà di questi individui che sono disposti a comprare e vendere in base al loro giudizio soggettivo, proprio come definito da Menger.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#12 Bitcoin è una rete P2P</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/bitcoin-e-una-rete-p2p/</link>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2020 04:13:00 GMT</pubDate>
      <description>La parola peer in inglese potrebbe essere tradotta come “pari” e, nel caso specifico dei protocolli P2P (peer-to-peer), sta ad indicare lo status di un nodo all’interno…</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La parola peer in inglese potrebbe essere tradotta come “pari” e, nel caso specifico dei protocolli P2P (peer-to-peer), sta ad indicare lo status di un nodo all’interno della rete. Qual è la differenza tra internet “normale” e una rete P2P? Perché tutti non utilizzano le reti P2P ed utilizzano la rete normale internet? Lasciamo che siano alcuni esempi a dare una risposta a queste domande. Per iniziare, bisogna capire cosa è un server.</p>
<p>Un server non è altro che un computer online che assume un ruolo nella rete, ovvero può essere contattato da altri computer nella rete. Non è necessario che questo computer abbia delle caratteristiche particolari per essere considerato un server, deve solo essere rintracciabile dagli altri computer. Anche il nostro computer potrebbe essere configurato per essere un server. Il nostro cellulare, però, non potrebbe essere un server, perché i cellulari non supportano questa caratteristica (forse lo faranno con il 5G). Ad ogni modo, attraverso il suo indirizzo IP, chiunque sulla rete internet potrebbe accedere e/o richiedere qualcosa a questo computer.</p>
<p>Possiamo distinguere tre principali tipologie di server: web server, che mostra un sito web quando lo contattiamo, database server, che ci dà accesso a dei file (quindi ad esempio tutti i nostri documenti, foto, video e quant’altro) e mail server, che è in grado di ricevere ed inviare email. Maggiore è il numero di connessioni ad un server, migliori devono essere le sue caratteristiche tecniche. Google, ad esempio, possiede milioni di server per dare la possibilità a tutti i suoi utenti di connettersi e richiedere accesso al suo database in modo veloce. È possibile connettersi al server di Google semplicemente scrivendo nel browser google.com (oppure uno dei tanti IP pubblici di google, per esempio 216.58.223.255).</p>
<p>Una rete P2P è una rete di server (chiamati nodi) collegati tra di loro che scambiano informazioni l’uno con l’altro, senza alcun intermediario. Un esempio che aiuta a comprendere la rete P2P è quello dei messaggi istantanei. Quando mandiamo un messaggio ad un nostro amico su Facebook, il messaggio viene inviato al server di Facebook, che lo inoltra al nostro amico. Per qualsiasi tipo di interazione sul web è quindi necessario l’intervento di un server. In una rete P2P, il messaggio verrebbe inviato direttamente al server del nostro amico. Ovviamente questo presuppone che entrambi siano dei server nella rete. I servizi offerti da Google sono indiscutibilmente eccezionali. Google Drive ti permette di condividere file, Google Ads di fare pubblicità su internet, Maps di orientarti, Translate di tradurre, e così via. Google è indiscutibilmente il più grande colosso informatico di tutti i tempi. Questo ha permesso a Google di interagire inter partes tra tutti i partecipanti della sua rete, e quindi di tenere copia di tutti i dati dei suoi utenti, anche per il miglioramento del servizio. Al giorno d’oggi, affidarsi ai server di Google è molto semplice, ma è altrettanto semplice possedere un server. Con una guida di 10 minuti ed un hardware che costa 40 euro è possibile dar vita ad un server e tenere copia personale dei propri documenti, file video, immagini ecc.</p>
<p>Le reti P2P non sono così comuni come i servizi di Google. Poiché una rete P2P mette in contatto sul web utenti “pari”, senza intermediari, non ci sono profitti generati da parte di nessuno. Di conseguenza, non c’è neanche una pubblicizzazione di questo tipo di reti, né un grande utilizzo. Inoltre, in pochi conoscono la differenza tra un server ed un computer, ed è anche per questo motivo che i protocolli P2P non sono molto comuni.</p>
<p>Bitcoin è una rete P2P in cui ogni nodo mantiene una copia di tutte le transazioni effettuate in Bitcoin e le condivide con gli altri nodi nella rete (vedi <a href="https://parlarebitcoin.com/blog/la-blockchain/">articolo #5</a>). Ogni nodo della rete Bitcoin è collegato direttamente, in modo casuale, ad altri 10 nodi della rete. Il nodo detiene anche la funzione di <a href="https://www.instagram.com/p/B8qtZ1cl_0j/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">wallet </a>e, quando una transazione viene effettuata, il nodo verifica che sia valida e trasferisce le informazioni della transazione a tutti gli altri nodi (che verificano sempre le informazioni ricevute), fino al raggiungimento del nodo dei miners che si prendono cura della conferma. Una volta confermata la transazione, il processo inverso avviene per la propagazione della nuova transazione su tutta la rete.</p>
<p>Bitcoin non è la prima ed unica rete P2P; al contrario, ne esistono molte. <a href="https://openbazaar.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">OpenBazaar </a>è una rete che permette la creazione di uno store online in una rete P2P. A differenza del server di Amazon, che riceve l’ordine del compratore e lo trasmette al venditore, OpenBazaar mette in contatto il server del compratore e quello del venditore, permettendo di effettuare lo scambio senza alcun intermediario. Torrent è un’altra rete P2P, utilizzata per lo scambio di file.</p>
<p>Dunque, concludendo, una rete P2P è una rete decentralizzata e senza controlli da parte di nessuno, il cui utilizzo è regolamentato dal buonsenso degli utenti.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#11 Halving: il grande evento</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/il-grande-evento/</link>
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      <pubDate>Thu, 07 May 2020 21:49:02 GMT</pubDate>
      <description>Abbiamo chiarito il fatto che l’ammontare totale di bitcoin che sarà in circolazione è di 21 milioni di unità, e che ad oggi non tutti i bitcoin sono stati “estratti”…</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://parlarebitcoin.com/blog/la-moneta-che-ho-in-tasca-e-i-soldi-virtuali/">Abbiamo chiarito</a> il fatto che l’ammontare totale di bitcoin che sarà in circolazione è di 21 milioni di unità, e che ad oggi non tutti i bitcoin sono stati “estratti” dai miners. Infatti, sappiamo che questo limite verrà più o meno raggiunto nel 2140. In che modo verranno raggiunti i 21 milioni di bitcoin e perché dobbiamo aspettare il 2140? È possibile che 21 milioni di bitcoins vengano estratti prima di quella data? Cerchiamo di rispondere gradualmente a queste domande, ripercorrendo le caratteristiche del protocollo Bitcoin e le modalità di emissione di nuovi bitcoin.</p>
<p>Il 3 gennaio 2009 Satoshi manda a se stesso la prima transazione di bitcoin. In quel preciso istante viene creato il blocco numero zero, chiamato Genesis Block, che darà vita alla <a href="https://parlarebitcoin.com/blog/la-blockchain/">blockchain </a>di bitcoin. Ogni blocco contenente le transazioni deve essere confermato attraverso l’attività chiamata mining (che traduco spesso con il termine “estrazione”, per similitudine con l’attività delle miniere d’oro). La conferma delle transazioni in bitcoin avviene attraverso la soluzione di un puzzle matematico (o enigma) e la difficoltà di questo puzzle viene periodicamente aggiornata dal sistema, in automatico, ogni 2.016 blocchi. Per semplificare, possiamo affermare che il protocollo “adatta” la difficoltà del puzzle ai partecipanti della rete. Altri articoli copriranno questo argomento in maniera più approfondita. Una volta risolto il puzzle, il miner riceve una ricompensa per il lavoro (Proof of Work) e l’energia consumata per il calcolo della soluzione. Il 3 gennaio 2009 esistevano pochissimi partecipanti alla rete Bitcoin, e dunque la difficoltà del puzzle matematico per confermare la transazione del Genesis Block era semplicissima. Infatti, fu possibile calcolare la soluzione con pochissima energia e soltanto con l’utilizzo di un computer (CPU). Una volta scoperta la soluzione dell’enigma, il wallet del miner della <a href="https://mempool.space/block/1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima transazione</a> venne ricompensato con 50 bitcoin. In quel momento entrarono in circolazione i primi bitcoin della storia. Satoshi, inoltre, decise di inserire un algoritmo che cambiasse la ricompensa dei miner ogni volta che fosse raggiunto un determinato numero di blocchi estratti.</p>
<p>Infatti, quando 210.000 blocchi sono stati confermati, che approssimativamente (dipende dalla differenza di tempo tra un blocco ed un altro) coincidono a 4 anni (210.000 x 10 minuti), la ricompensa di bitcoin ricevuta dai miners per risolvere l’enigma viene dimezzata. Questo evento viene chiamato Bitcoin Halving. Come detto in precedenza, la prima ricompensa ricevuta dal primo miners fu di 50 bitcoin. Al primo halving, avvenuto al 210.001 esimo blocco (28 novembre 2012), la ricompensa venne dimezzata a 25 bitcoin. Il secondo halving (4 luglio 2016) vide la ricompensa scendere a 12,5. Il terzo halving avverrà, al momento in cui sto scrivendo, fra 585 blocchi – approssimativamente fra 4 giorni (11 maggio 2020). La ricompensa, dunque, diminuirà a 6,25 bitcoin per blocco. Puntuale come un orologio svizzero, Bitcoin continuerà a diminuire la ricompensa ricevuta dai miners ogni 210.000 blocchi fino al giorno in cui tutti i 21 milioni di bitcoin saranno in circolazione. Una volta raggiunto il limite massimo, non esiterà alcuna ricompensa per i miners al di fuori delle fee (tariffe) di transazione, che sono volontariamente inserite dagli utenti che effettuano transazioni in bitcoin.</p>
<p>In sostanza, abbiamo analizzato due soluzioni (a mio parere) geniali del sistema Bitcoin:</p>
<ul>
<li>L’algoritmo si aggiorna ogni 2016 blocchi, adattando la difficoltà al numero dei partecipanti. Questa soluzione assicura che, in presenza di molti miners, i bitcoin non siano estratti tutti troppo presto, ma anche che, se il numero di miners scendesse drasticamente, ci sia sempre qualcuno che possa farlo. Infatti, se per assurdo in futuro ci fosse solo una persona a fare mining, l’algoritmo tornerebbe semplice e risolvibile con un solo computer.</li>
<li>La ricompensa si abbassa ogni 210,000 blocchi. Un sistema del genere è la soluzione ideata da Satoshi per la distribuzione progressiva dei bitcoin, ma soprattutto per creare un sistema monetario che combattesse l’inflazione, e la portasse a diminuire col tempo.</li>
</ul>
<p>La maggior parte delle argomentazioni fatte sull’halving concernono l’impatto che questo grande evento ha sul prezzo di bitcoin, perché storicamente il prezzo di bitcoin ha registrato grosse variazioni intorno alla data prevista. Ma supponiamo per un momento che il prezzo di bitcoin non vari e resti costante per sempre; cosa succederebbe? L’evento dell’halving ha sicuramente un grosso impatto sull’economia Bitcoin stessa, a prescindere dal prezzo, per il semplice fatto che dal momento dell’halving ai miners vengono dimezzate le entrate, senza possibilità di deroga.</p>
<p>L’attività del mining sembrerebbe un’attività semplice ed infatti viene spesso pubblicizzata come una facile rendita passiva. In realtà, fare mining comporta l’utilizzo di molte risorse, energia, tecnologia, ricerca, costi e, soprattutto, passione. Le aziende che dedicano il loro tempo al mining ricevono introiti in bitcoin e corrono molti rischi (mercato, sistemici, valutari ecc.) dovuti alle fluttuazioni quotidiane del prezzo di bitcoin ed alla necessità di dover affrontare la maggior parte dei costi in “moneta fiat” (dollari e altre valute). L’evento dell’Halving ha diverse implicazioni per i miners, ma una in particolare mi affascina: l’Halving stimola la ricerca di energie rinnovabili.</p>
<p>L’attività del mining, come noto e detto in questo articolo, comporta l’utilizzo di energia, e l’opinione pubblica mainstream fa leva su questo per sollevare critiche in merito alla rete Bitcoin;tuttavia, qualcosa sfugge agli analisti degli sprechi di energia da parte di Bitcoin. A prezzi costanti, l’Halving causa una grossa diminuzione dei profitti dei miners, i quali sanno in anticipo quando accadrà l’evento (210,000 blocchi) e si preparano cercando soluzioni alternative per la diminuzione dei loro costi. Poiché i costi dei miners derivano principalmente dal consumo di energia, per abbattere i costi risulta spontaneo e quasi naturale che i miners cerchino fonti di energia alternative per la loro attività.</p>
<p>Dire che Bitcoin sia green è sicuramente una menzogna, ma dire che Bitcoin incentivi all’utilizzo di energie alternative più di qualsiasi altro sistema monetario è da considerarsi un’osservazione fondata e rilevante.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#10 Bitcoin non spreca energia</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/bitcoin-non-spreca-energia/</link>
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      <pubDate>Tue, 28 Apr 2020 07:46:50 GMT</pubDate>
      <description>Di tutte le critiche fatte a Bitcoin, per cui esso &quot;spreca&quot; l'elettricità è la più assurda. Questo modo di pensare rappresenta il classico fraintendimento su come…</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Di tutte le critiche fatte a Bitcoin, per cui esso "spreca" l'elettricità è la più assurda. Questo modo di pensare rappresenta il classico fraintendimento su come funziona l'elettricità, come funzionano i mercati e cosa significa sprecare.</p>
<p>L'elettricità è un servizio in tempo reale. È trasmesso da società specializzate, attraverso la generazione di energia solare, nucleare, eolica, fossile o idrica. Quando questi servizi producono elettricità, gli utenti la consumano in tempo reale e la pagano per chilowattora (kWh), ovvero l'unità utilizzata per misurare le quantità di elettricità. L'elettricità è utilizzata per molti scopi e in diversi ambiti: cucina, intrattenimento (TV/Internet) e, al giorno d’oggi, anche le auto funzionano con l'elettricità immagazzinata fornita dalle compagnie di generazione.</p>
<p>In qualunque modo tu scelga di utilizzare l'elettricità che paghi, se ne sei soddisfatto, essa non sarà stata sprecata. Inoltre, e questo è molto importante, l'elettricità che consumi non potrebbe essere utilizzata da nessun altro una volta consumata. Dunque, l’elettricità viene usata una volta e poi non c'è più. Non è un bene fisico come l'acqua che viene pompata in un tubo. È senza peso* quindi non è fisicamente visibile.</p>
<p>Una volta che i dispositivi hanno assorbito l'elettricità di rete, e questa è stata consumata, non può più essere rispedita o riutilizzata; è un flusso irreversibile. Quell'elettricità potrebbe essere stata utilizzata solo da te, e dato che la paghi alla tariffa concordata, il modo in cui la usi non è altro che il tuo. Non c'è quindi alcuna differenza tra un utente che sceglie di riscaldare la sua piscina all'aperto a 60° C in inverno ed un utente che estrae bitcoin di Bitcoin che esegue calcoli per la Proof of Work (il calcolo effettuato per permettere la soluzione dell’enigma e l’estrazione di nuovi bitcoin).</p>
<p>Se volessimo paragonare il consumo di energia per il mining di Bitcoin, sarebbe interessante confrontarlo con quello di imballaggi inutili di alcuni prodotti. Pensa alle confezioni di plastica per un singolo avocado, o alla scatola enorme di un piccolo caricabatterie: energia spesa per qualcosa che finisce subito nella spazzatura.</p>
<p>I miners di Bitcoin non consumano elettricità con noncuranza e di certo non inutilmente, senza uno scopo preciso. Infatti, se considerassimo ad esempio la definizione di “sprecare” del dizionario, il mining di Bitcoin non rientrerebbe neanche nella descrizione di un'attività dispendiosa. Sul <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/sprecare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vocabolario Treccani</a>, «sprecare» vuol dire in sostanza consumare qualcosa senza utilità o senza criterio.</p>
<p>Il lavoro del miner viene infatti remunerato dall'emissione di nuovi Bitcoin per aver utilizzato energia messa a disposizione per <strong>la sicurezza del protocollo</strong>. Dunque, non c'è nulla di sbagliato nell'efficienza come obiettivo, ma non è corretto classificare il consumo di un bene o servizio come giusto o sbagliato. Finché le persone pagano per il servizio che consumano, dipende da loro come consumano quei servizi e, naturalmente, l'elettricità è un servizio, non un bene.</p>
<p>La prossima volta che qualcuno ti dice che il mining di Bitcoin spreca elettricità, ora puoi spiegare loro perché non è così. Anzi! Non si potrebbe fare dell'elettricità un uso migliore!</p>
<p>Questo articolo ha preso spunto dalla risorsa online di <a href="https://hackernoon.com/bitcoin-doesnt-waste-electricity-649694ea3605" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hackernoon</a>.</p>
<p><em>* Le persone continuano a commentare che gli elettroni non sono effettivamente senza peso. Se hai intenzione di fare questo commento, in particolare citando la massa effettiva di un elettrone, (0.000548597 a.m. o 9,1 x 10-³¹ kg), ben fatto. Stai prestando molta attenzione quando leggi. Tutti dovrebbero leggere attentamente senza mai abbassare la guardia!</em></p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#9 Nessuno capisce Bitcoin… ma perché?</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/nessuno-capisce-bitcoin-ma-perche/</link>
      <guid isPermaLink="true">https://parlarebitcoin.com/blog/nessuno-capisce-bitcoin-ma-perche/</guid>
      <pubDate>Tue, 07 Apr 2020 08:08:41 GMT</pubDate>
      <description>Quando ho iniziato ad interessarmi a Bitcoin, mi sono ritrovato a passare moltissimo tempo ad assorbire quante più informazioni possibili al riguardo, cercando di…</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho iniziato ad interessarmi a Bitcoin, mi sono ritrovato a passare moltissimo tempo ad assorbire quante più informazioni possibili al riguardo, cercando di mettere insieme tutti i pezzi. Dopo anni di ricerche e studio, ora dedico buona parte del mio tempo cercando di aiutare gli altri a conoscere Bitcoin. Per questo molti mi ritengono un “esperto di bitcoin”, ma io mi considero ancora uno studente, perché c’è sempre qualcosa di nuovo e ancora molto da scovare in questo mondo.</p>
<p><a href="https://aantonop.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Andreas Antonopoulos</a>, autore del libro <a href="https://www.amazon.it/gp/product/1081849118/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=1081849118&amp;linkCode=as2&amp;tag=pbtc-21&amp;linkId=7d07395342ff00d3ee1ead1a606c639c" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Master in Bitcoin</a>, riconosciuto come miglior libro tecnico su Bitcoin, dice:</p>
<blockquote><p>"Ho scritto un libro che risponde alla domanda 'Che cos'è Bitcoin?' è lungo 300 pagine, era obsoleto nel momento in cui è stato stampato e deve essere corretto e aggiornato ogni tre mesi solo per stare al passo con le modifiche."</p>
<p><cite> Andreas Antonopoulos </cite></p></blockquote>
<p>Quel che l’autore ci vuole comunicare è appunto il fatto che, in quanto tecnologia, Bitcoin viene aggiornato molto spesso, e dunque risulta difficile spiegare le sue componenti se esse evolvono il giorno dopo (o il mese successivo).</p>
<p><a href="https://www.ametrano.net/it/about/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ferdinando Ametrano</a>, professore universitario presso l’università Bicocca di Milano, prende in esame un punto chiave su Bitcoin e spiega come dalla convergenza di computer networking, crittografia, teoria economico-monetaria e teoria dei giochi si generi un modello di gestione del consenso e della fiducia il cui significato va ben oltre la criptovaluta. Dunque, Bitcoin non è solo una tecnologia; è una tecnologia che rappresenta qualcosa di ancora meno tangibile.</p>
<p>Bitcoin è un protocollo vivente che emerge da un miscuglio di idee, filosofie, culture e politica, criticate e studiate per molto tempo. Per chi volesse conoscere la storia dietro al processo di sviluppo di Bitcoin, ci sono molti testi sotto la voce “storia del cyberpunk” su internet.</p>
<blockquote><p><a href="https://bitcointalk.org/index.php?topic=234.msg1976#msg1976" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“Scrivere una descrizione di questa cosa per il pubblico in generale è dannatamente difficile. Non c'è nulla a cui collegarlo. "</a></p>
<p><cite> Satoshi, 5 luglio 2010 </cite></p></blockquote>
<p>Possiamo dire che persino Satoshi inizialmente non aveva compreso appieno ciò che aveva costruito riguardo al modello di sicurezza dei bitcoin. Nei primi anni di esistenza di Biticoin, infatti, ha corretto il protocollo da una moltitudine di bug. La correzione dei problemi sul codice è rallentata solo dopo 18 mesi. Per fare qualche esempio, alcuni dei difetti che aveva Bitcoin all’inizio ci risultano oggi errori madornali. Nelle prime versioni di Bitcoin, infatti, chiunque poteva spendere il denaro di qualcun altro!</p>
<p>Satoshi ha dunque dovuto apportare molte modifiche al protocollo Bitcoin prima di lasciare una versione in eredità a tutti gli sviluppatori che stavano esplorando, e ad oggi continuano ad esplorare il codice e a scoprire casi limite. Infatti, la descrizione di Bitcoin come un melting pot (minestrone) di contributi ha preso piede dopo che Satoshi ha “ceduto” il suo progetto.</p>
<p>Nella prima settimana di lancio di Bitcoin, Satoshi trovó il suo primo collaboratore, Hal Finney. Hal era una delle poche persone che credevano che l’idea potesse effettivamente funzionare, il che è chiaro dal white paper originale di Satoshi.</p>
<p>Finney viene descritto come un genio, un amante della cultura cyberpunk. Prima di morire, pubblicò alcune delle <a href="https://online.wsj.com/public/resources/documents/finneynakamotoemails.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sue e-mail</a> con Satoshi sul Wall Street Journal (che consiglio di leggere poiché molto interessanti). In queste letture si vede quanto Satoshi fosse sorpreso del fatto che Finney fosse riuscito a trovare diversi bug nel suo codice che egli stesso non aveva nemmeno previsto, nonostante l’avesse verificato numerose volte.</p>
<p>A differenza di alcuni sistemi (come ethereum), il Bitcoin non ha una specifica forma. Anche se ne avesse una, non sarebbe più facile né più difficile apportare modifiche al protocollo da un punto di vista tecnico. Charlie Lee, uno dei primi sviluppatori di Bitcoin che in seguito decise di fondare Litecoin, dichiarando Litecoin egli stesso un fallimento, disse:</p>
<blockquote><p>“La definizione di Bitcoin è come la definizione di una parola. Può trasformarsi e cambiare lentamente nel tempo, perché nessuno la controlla.”</p>
<p><cite> Charlie Lee, Febbraio 2017 </cite></p></blockquote>
<p>È complicato comprendere Bitcoin nel suo complesso, ma è un buon motivo per alimentare la curiosità di chi crede che un sistema monetario decentralizzato possa funzionare. Per questo articolo ho preso spunto dalla risorsa online libera e gratuita <a href="https://www.coindesk.com/nobody-understands-bitcoin-thats-ok" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nobody Understands Bitcoin</a> di J.Lopp.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#8 Come si spendono i bitcoin (senza chiedere il permesso a nessuno)</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/come-spendo-bitcoin/</link>
      <guid isPermaLink="true">https://parlarebitcoin.com/blog/come-spendo-bitcoin/</guid>
      <pubDate>Mon, 16 Mar 2020 23:00:00 GMT</pubDate>
      <description>Nessuno può vietarti di usare Bitcoin: è peer-to-peer. Come spenderli e convertirli — exchange, ATM, carte, Lightning — e perché la vera sfida è la semplicità d'uso.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="lead">Una cosa dovrebbe esserti chiara, a questo punto: per usare Bitcoin non serve il permesso di nessuno. È <strong>peer-to-peer</strong> — tra pari, senza intermediari.</p>
<h2>Nessuno può «spegnerlo»</h2>
<p>Il protocollo continua a creare blocchi e a validare transazioni senza interruzioni. Che piaccia o no a banche e governi, Bitcoin resta online e permette a chiunque, nel mondo, di scambiarsi questo bene digitale con la stessa facilità del contante. Può essere ostacolato, vietato o rinnegato, ma continua a funzionare.</p>
<h2>Come spenderli, in pratica</h2>
<p>Per spendere bitcoin serve una controparte che li accetti. Se non la trovi, puoi sempre convertirli in euro: tramite un <strong>exchange</strong> serio, un <strong>Bitcoin ATM</strong> (ne esistono mappe online), oppure <strong>carte</strong> che convertono i bitcoin in valuta al momento del pagamento. Sempre più servizi, inoltre, accettano pagamenti via <strong>Lightning</strong>, la rete veloce e a bassissimo costo costruita sopra Bitcoin.</p>
<p>Attenzione, però: tra gli exchange si nascondono anche truffe e servizi inaffidabili. Informati sempre prima di muovere i tuoi soldi. Se vuoi capire come usarli in sicurezza, lo vediamo insieme in una <a href="https://parlarebitcoin.com/lezioni/">lezione 1:1</a>.</p>
<h2>Il vero ostacolo non è tecnico</h2>
<p>Bitcoin ha già le sembianze di un contante digitale, ma usarlo davvero come tale — per pagare qualsiasi cosa — richiede ancora un passo: la cosiddetta <em>mass adoption</em>. E quel passo non è soprattutto tecnologico, ma di <strong>semplicità d'uso</strong>. La tecnologia c'è; manca renderla facile come mandare un messaggio.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#7 Chiave pubblica e chiave privata: come funziona davvero un wallet</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/chiave-pubblica-e-chiave-privata/</link>
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2020 09:19:54 GMT</pubDate>
      <description>La chiave privata è l'unica firma che muove i tuoi bitcoin; la pubblica serve solo a ricevere. Capire questa coppia significa capire la sicurezza di Bitcoin.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="lead">Hai una sola &ldquo;password&rdquo; che apre i tuoi fondi: la chiave privata. Capire come si combina con la chiave pubblica significa capire come Bitcoin tiene al sicuro il tuo denaro.</p>
<h2>Chiave privata: la tua firma</h2>
<p>È l'unica chiave che apre la porta dei tuoi fondi, l'unica firma che autorizza il trasferimento dei tuoi bitcoin. Per questo va tenuta <strong>segreta a tutti</strong>: chi la conosce può spostare i tuoi soldi.</p>
<h2>Chiave pubblica: per ricevere</h2>
<p>La chiave pubblica permette alla rete di riconoscerti come proprietario, senza mai rivelare quella privata. Entra in gioco solo quando <strong>ricevi</strong>. Si può generare dalla chiave privata, ma il percorso inverso — risalire dalla pubblica alla privata — è di fatto impossibile: è un problema matematico a senso unico.</p>
<h2>Cos'è (davvero) un wallet</h2>
<p>Un wallet è semplicemente un software che gestisce queste due chiavi: crea gli <strong>indirizzi</strong> per ricevere e <strong>firma</strong> le transazioni per inviare, senza doverti far digitare la chiave privata ogni volta. Senza chiave privata, nessuno può trasferire i fondi.</p>
<h2>Indirizzi Bitcoin: come un IBAN, ma meglio</h2>
<p>Gli indirizzi sono stringhe derivate dalle chiavi. Come l'IBAN, servono a ricevere e non permettono di prelevare: puoi mostrarli senza rischi, perché da un indirizzo è impossibile risalire alle chiavi. In più, un indirizzo può incorporare l'importo richiesto, un po' come una fattura.</p>
<p>Esistono diversi tipi di wallet — web, desktop, mobile, hardware, paper — e la scelta dipende da quanti fondi gestisci, dalla tua dimestichezza e da quanto vuoi affidare la sicurezza a terzi. Se non sai quale fa per te, possiamo sceglierlo insieme in una <a href="https://parlarebitcoin.com/lezioni/">lezione 1:1</a>.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#6 Di chi sono i tuoi soldi? (la domanda che fa paura)</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/di-chi-sono-i-miei-soldi/</link>
      <guid isPermaLink="true">https://parlarebitcoin.com/blog/di-chi-sono-i-miei-soldi/</guid>
      <pubDate>Tue, 18 Feb 2020 10:21:05 GMT</pubDate>
      <description>I soldi sul tuo conto non sono fisicamente tuoi: sono un credito verso la banca. La storia — dal prelievo Amato '92 a Cipro 2013 — lo dimostra. Bitcoin ribalta la regola.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="lead">Sembra una domanda provocatoria, eppure è serissima: i soldi che hai in banca non sono, fisicamente, tuoi. Sono un credito verso la banca.</p>
<p>La moneta sulle tue carte di plastica non è un bene di cui sei direttamente proprietario. La carta è tua, ma il denaro che rappresenta è custodito — e gestito — da qualcun altro.</p>
<h2>Un esperimento mentale</h2>
<p>Immagina che la tua banca, all'improvviso, chiuda. Il bancomat rifiuta il prelievo, la cassa del supermercato pure. Corri in banca: chiusa, con un cartello sulla porta che dice che non può più offrire servizi ai clienti. &ldquo;Impossibile&rdquo;, &ldquo;è uno scenario improbabile&rdquo;: è la reazione più comune. Eppure è già successo.</p>
<h2>È già successo: Amato 1992 e Cipro 2013</h2>
<p>Nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1992, mentre la Lira era sotto attacco, il governo Amato dispose un <strong>prelievo forzoso e improvviso del 6 per mille</strong> su tutti i depositi bancari, autorizzato da un decreto d'emergenza. Più di recente, nel 2013, la crisi di <strong>Cipro</strong>: in cambio di un aiuto finanziario, fu imposta la chiusura della seconda banca nazionale e un'imposta che arrivò a colpire pesantemente i grandi depositi della principale banca dell'isola. Molti non riuscirono a recuperare i propri risparmi: negozi chiusi, supermercati vuoti, persone rimaste senza nulla da un giorno all'altro.</p>
<h2>Bitcoin: le chiavi in mano a te</h2>
<p>Satoshi ha pensato l'opposto: il controllo dei bitcoin resta <strong>direttamente al proprietario</strong>, non a un ente che li custodisce. Solo chi possiede la chiave privata può trasferirli. Così non sono possibili prelievi forzosi né collassi imposti dall'alto. A noi, europei con un'economia stabile, sembra uno scenario lontano — ma anche Cipro sembrava improbabile.</p>
<p>Questa &ldquo;chiave privata&rdquo; è un codice unico e casuale (qualcosa come <code>5HrMruikYDNGsdjTKfNLfhv1Qc…</code>). Nel prossimo articolo vediamo come funzionano chiave pubblica e privata, e cos'è davvero un wallet.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#5 La blockchain spiegata: un libro mastro che non può barare</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/la-blockchain/</link>
      <guid isPermaLink="true">https://parlarebitcoin.com/blog/la-blockchain/</guid>
      <pubDate>Mon, 10 Feb 2020 22:00:21 GMT</pubDate>
      <description>«Blockchain» è la parola più abusata degli ultimi anni. In realtà è un'idea semplice: un registro pubblico delle transazioni che nessuno controlla — e nessuno può falsificare.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="lead">&ldquo;Blockchain&rdquo; è forse la parola più inflazionata degli ultimi anni. Ma cos'è davvero? In fondo è un'idea semplice: un registro di tutte le transazioni Bitcoin, in ordine cronologico, che nessuno possiede e nessuno può falsificare.</p>
<h2>Cos'è un libro mastro</h2>
<p>Per capirla, partiamo da qualcosa di noto: il libro mastro, cioè il registro di tutte le attività economiche. Serve a tenere traccia e a provare il passaggio di proprietà di un bene — che sia tangibile (una casa, un'auto) o intangibile (denaro, crediti, diritti digitali).</p>
<h2>Registri di cui ci fidiamo (forse troppo)</h2>
<p>La contabilità dei nostri soldi è affidata alle banche, il registro delle proprietà al catasto, i nomi all'anagrafe. Tutti questi registri sono <strong>centralizzati</strong>: custoditi e controllati da un ente. Ma siamo sicuri che siano al sicuro? Tangenti per favorire qualcuno, transazioni bloccate, dati persi per incuria, titoli di studio falsi, perfino prelievi forzosi dai conti (Cipro, 2013). La fiducia che diamo a questi registri non è sempre ripagata.</p>
<h2>Immagina un registro che nessuno può manomettere</h2>
<p>Ora prova a immaginare un registro <strong>decentralizzato</strong>: dove i dati sono custoditi in modo invulnerabile a manomissioni, distrazioni ed errori, e che non fa favoritismi verso nessuno.</p>
<h2>La blockchain di Bitcoin</h2>
<p>È esattamente questo: un registro digitale <strong>distribuito su tutti i nodi della rete</strong> — ogni nodo ne tiene una copia — in cui sono custodite tutte le transazioni in Bitcoin, con un meccanismo che ne garantisce l'integrità. Nessuna autorità unica lo controlla: è verificato e mantenuto integro da ogni partecipante. La blockchain di Bitcoin è il primo registro decentralizzato usato per le transazioni finanziarie di tutto il mondo. Ma possiamo davvero fidarci di un registro senza un capo? Quali caratteristiche lo rendono affidabile? Lo vediamo nei prossimi articoli.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#4 I soldi che hai in tasca sono già «virtuali» (e cosa cambia con Bitcoin)</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/la-moneta-che-ho-in-tasca-e-i-soldi-virtuali/</link>
      <guid isPermaLink="true">https://parlarebitcoin.com/blog/la-moneta-che-ho-in-tasca-e-i-soldi-virtuali/</guid>
      <pubDate>Tue, 04 Feb 2020 09:21:18 GMT</pubDate>
      <description>Carte e numeri su un'app: il denaro è già digitale. La differenza vera con Bitcoin non è la forma — è chi decide quanto crearne.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="lead">Apri il portafoglio: carte di plastica e un numero dentro un'app. Il denaro è già digitale da un pezzo. Allora qual è la vera differenza con Bitcoin? Non la forma — ma chi decide quanto crearne.</p>
<h2>I tuoi soldi sono già «virtuali»</h2>
<p>Siamo passati dalle conchiglie alle pietre preziose, dalle banconote alle carte. Oggi gran parte del denaro è plastica collegata a un conto: un numero che leggi in un'app. Per una Banca Centrale, creare moneta è diventato semplicissimo: basta premere un tasto. Hai presente <em>La casa de papel</em>? I ladri stampavano miliardi di euro dentro la zecca. Ecco: le banconote nascono più o meno così — solo che oggi spesso non serve nemmeno la carta.</p>
<h2>Inflazione: perché tutto costa di più</h2>
<p>Quando si crea nuova moneta, quella che già esiste vale un po' meno. Questo aumento generalizzato dei prezzi è l'<strong>inflazione</strong>. Ti sei mai chiesto perché un oggetto oggi costa più del doppio rispetto a qualche anno fa? È l'inflazione, alimentata dalla stampa di nuova moneta. La Banca Centrale Europea punta a un'inflazione del <strong>2%</strong> all'anno: secondo la scuola keynesiana, sosterrebbe una crescita stabile. Banche e governi collaborano per raggiungere questo obiettivo.</p>
<h2>E se a decidere fosse un algoritmo?</h2>
<p>Domanda affascinante: e se a stabilire quanta moneta creare non fosse una banca, ma un algoritmo pubblico su internet? È esattamente ciò che fa Bitcoin. I nuovi bitcoin vengono &ldquo;stampati&rdquo; secondo una regola matematica fissata da Satoshi nel protocollo, e vanno come ricompensa a chi mette a disposizione computer e lavoro di calcolo per validare le transazioni: è il <strong>mining</strong>.</p>
<p>Mentre la BCE insegue il +2% di inflazione, l'algoritmo di Bitcoin fa l'opposto: riduce nel tempo la quantità di nuova moneta, <strong>dimezzando la ricompensa ogni quattro anni</strong>, fino a un tetto definito (gli ultimi bitcoin verranno emessi intorno al 2140).</p>
<h2>Due idee opposte di denaro</h2>
<p>Qui si scontrano due visioni: la scuola <strong>keynesiana</strong> (inflazione controllata come motore dell'economia) e la scuola <strong>austriaca</strong>, a cui Satoshi si ispira chiaramente, con un'impronta libertaria e deflazionista — in netto contrasto con la politica della BCE. Cosa comporta un denaro che col tempo tende a valere di più, invece di meno? In poche parole: come sarebbe la nostra vita se usassimo tutti Bitcoin? È ancora presto per immaginarlo davvero — ma è la domanda giusta da cui partire.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#3 Le proprietà di Bitcoin: è davvero «moneta»?</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/le-propieta-di-bitcoin/</link>
      <guid isPermaLink="true">https://parlarebitcoin.com/blog/le-propieta-di-bitcoin/</guid>
      <pubDate>Tue, 28 Jan 2020 11:25:40 GMT</pubDate>
      <description>Privato, decentralizzato, digitale e con un tetto di 21 milioni. Ma queste proprietà bastano a fare di Bitcoin una vera moneta? Spoiler: sì, e ti spiego perché.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="lead">Prima di chiederci se Bitcoin possa essere &ldquo;moneta&rdquo;, dobbiamo conoscerne le proprietà. Tre parole lo descrivono: privato, decentralizzato, digitale.</p>
<h2>Privato, decentralizzato, digitale</h2>
<p><strong>Privato</strong>: non è controllato né emesso da alcun ente. <strong>Decentralizzato</strong>: l'emissione di nuova moneta è affidata a tanti utenti sparsi nel mondo, non a un'autorità centrale. <strong>Digitale</strong>: non esistono monete fisiche e, essendo una criptovaluta, è impossibile da clonare o riprodurre.</p>
<h2>Una politica monetaria scritta nel codice</h2>
<p>La &ldquo;politica monetaria&rdquo; di Bitcoin è semplice e trasparente:</p>
<ul>
<li>La quantità totale è fissata dal protocollo a <strong>21 milioni</strong> di bitcoin.</li>
<li>Ogni transazione è verificabile pubblicamente via internet: trasparenza assoluta.</li>
<li>Il consenso degli utenti è un elemento essenziale.</li>
</ul>
<p>(Quando scrissi per la prima volta questo articolo si producevano circa 12,5 BTC ogni 10 minuti, in attesa del dimezzamento — l'<em>halving</em>. È un meccanismo a cui dedicheremo un articolo intero più avanti.)</p>
<h2>Ma queste proprietà bastano a fare «moneta»?</h2>
<p>Sì — e per più motivi. Bitcoin è <strong>durevole</strong> (digitale, non si logora), <strong>trasportabile</strong>, <strong>divisibile</strong> fino al satoshi (0,00000001 BTC), e <strong>resistente alla contraffazione</strong>: i bitcoin sono legati a indirizzi non duplicabili, noti solo al proprietario.</p>
<blockquote>&ldquo;Una misteriosa nuova tecnologia emerge, apparentemente dal nulla… gli idealisti vi proiettano visioni di rivoluzione, le élite la disprezzano, i tecnologi ci passano notti e weekend. Poi i suoi effetti diventano profondi, e in seguito molti si chiedono perché la sua promessa non fosse ovvia sin dall'inizio.&rdquo; — Marc Andreessen parlava del personal computer e di internet. Ma le stesse parole calzano perfettamente a Bitcoin.</blockquote>
<p>Sempre Andreessen: con Bitcoin, per la prima volta, un utente può trasferire a un altro un pezzo unico di proprietà digitale, in modo garantito e sicuro, senza che nessuno possa contestarlo. Pensa alle firme e ai contratti digitali, alle chiavi, alla proprietà di beni fisici come auto e case, a titoli e obbligazioni… e al denaro digitale. Visto così, Bitcoin è molto più di una &ldquo;speculazione ad alto rischio&rdquo;.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#2 La storia del denaro: dalle pietre di Yap all'oro (e perché porta a Bitcoin)</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/2-dalle-origini-della-moneta-fino-al-bitcoin/</link>
      <guid isPermaLink="true">https://parlarebitcoin.com/blog/2-dalle-origini-della-moneta-fino-al-bitcoin/</guid>
      <pubDate>Tue, 21 Jan 2020 11:20:35 GMT</pubDate>
      <description>Perché accettiamo pezzi di carta in cambio di beni reali? Un viaggio nella storia del denaro — baratto, pietre Rai, oro — per capire cosa rende «moneta» la moneta.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="lead">Perché accettiamo pezzi di carta, o un numero su uno schermo, in cambio di beni reali? È una domanda che quasi nessuno si pone — eppure usiamo il denaro ogni giorno. Per capire Bitcoin dobbiamo prima capire la moneta. E per capire la moneta, conviene ripercorrerne la storia.</p>
<h2>Prima della moneta: il baratto e i suoi limiti</h2>
<p>Tutti sanno cosa veniva prima della moneta: il baratto, cioè scambiare un bene con un altro. Il problema è che raramente i bisogni combaciavano. Io ho grano, tu hai pesce: ma se a te il grano non serve, lo scambio salta. E quando anche serve, restano i conti sulle quantità (troppo, troppo poco). Da qui nasce l'idea di un &ldquo;bene terzo&rdquo;, accettato da tutti, che faccia da ponte tra gli scambi. La moneta, all'inizio, è proprio questo: un bene.</p>
<h2>Cosa rende un bene «moneta»</h2>
<p>Perché un bene possa funzionare da moneta deve avere alcune caratteristiche precise:</p>
<ul>
<li><strong>Uso comune e utilità</strong> — deve essere accettato da molti negli scambi.</li>
<li><strong>Trasferibilità</strong> — facile da spostare, poco ingombrante.</li>
<li><strong>Inalterabilità</strong> — non si deteriora e mantiene valore nel tempo.</li>
<li><strong>Divisibilità</strong> — diviso in parti, ciascuna conserva un valore proporzionale al tutto.</li>
<li><strong>Omogeneità</strong> — due unità di pari peso valgono uguale.</li>
<li><strong>Riconoscibilità</strong> — si identifica con facilità.</li>
<li><strong>Stabilità del valore</strong> — il rapporto di scambio con gli altri beni resta costante.</li>
</ul>
<h2>La pietra che valeva una vita: il denaro di Yap</h2>
<p>Una delle prime forme di moneta fu la <strong>pietra Rai</strong>: enormi dischi di calcare provenienti dall'isola di Yap, in Micronesia. Il loro valore dipendeva dalla difficoltà del trasporto — quante persone erano morte per portarla — e servivano per matrimoni, eredità, alleanze, riscatti. Le più grandi misuravano 3 metri e pesavano 4 tonnellate. Poi un certo O'Keefe trovò, con l'aiuto degli indigeni, un modo più facile per trasportarle: le pietre divennero abbondanti, persero la loro rarità e quindi la funzione di moneta.</p>
<h2>La lezione: il valore deve essere stabile</h2>
<p>Dopo le pietre vennero conchiglie, sale e altri beni. Ogni volta che un bene-moneta diventava troppo facile da produrre, perdeva valore e l'economia attraversava una fase difficile. La lezione è semplice: un buon bene-moneta deve avere <strong>valore stabile</strong>, e la stabilità dipende da quanto è difficile produrlo. Se il valore scende abbiamo <strong>inflazione</strong> (conviene comprare subito, prima che i prezzi salgano); se sale abbiamo <strong>deflazione</strong> (conviene risparmiare).</p>
<p>La ricerca si concluse con i metalli preziosi, e in particolare l'<strong>oro</strong>: difficile da produrre, inalterabile, divisibile, riconoscibile. Non fu una decisione calata dall'alto, ma l'esito del libero mercato (in linea col &ldquo;criterio della regressione&rdquo; di Mises). Tieni a mente queste proprietà: nel prossimo articolo vedremo se Bitcoin le rispetta.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>#1 Perché si chiama «cripto-valuta»? La crittografia spiegata con una password</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/cosa-e-bitcoin-come-crittovaluta/</link>
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      <pubDate>Tue, 14 Jan 2020 22:55:18 GMT</pubDate>
      <description>Cosa c'entra la password di Facebook con Bitcoin? Più di quanto pensi. Capiamo la parola «cripto-valuta» partendo da qualcosa che usi ogni giorno.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="lead">Cosa c'entra la password di Facebook con Bitcoin? Più di quanto pensi. Per capire la parola &ldquo;cripto-valuta&rdquo; partiamo da qualcosa che usi tutti i giorni.</p>
<p>Nella prefazione ho definito Bitcoin una &ldquo;tecnologia monetaria&rdquo;. Ma cosa significa davvero? E cosa voleva il suo creatore? Premetto: una definizione esaustiva non è affatto facile. Nemmeno dopo questo articolo riuscirai a darla — ma inizierai a costruirne le basi.</p>
<p>L'intento di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Satoshi_Nakamoto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Satoshi Nakamoto</a> era dare a chiunque la possibilità di trasferire denaro da una parte all'altra del mondo senza intermediari, limiti, costi aggiunti né attese, usando semplicemente internet. Non male, come obiettivo. Ma come si crea una moneta digitale con queste proprietà, senza che venga hackerata o falsificata?</p>
<h2>&ldquo;Cripto&rdquo; come la tua password</h2>
<p>Analizziamo la parola &ldquo;cripto-valuta&rdquo;. Quando usi Facebook, Amazon o Gmail ti viene chiesta una password. Facebook la vede in chiaro? <strong>No.</strong> Se la conoscesse, potrebbe pubblicare al posto tuo, modificare i tuoi contenuti, creare eventi che non hai mai voluto — e perderebbe ogni credibilità.</p>
<p>Le password sul web sono &ldquo;criptate&rdquo;: trasformate in un valore illeggibile per il fornitore. Da qui nasce la <strong>crittografia</strong>. Se la tua password fosse &ldquo;ciao&rdquo;, Facebook ne vedrebbe una versione cifrata simile a <code>B133A0C0E9BEE3BE…FC75AE2</code>. Cambia una sola lettera, e cambia tutta la sequenza: esiste un unico valore associato a &ldquo;ciao&rdquo;, calcolato in modo prestabilito — nel nostro esempio dalla funzione <strong>SHA-256</strong>.</p>
<h2>E la «valuta»?</h2>
<p>Capire la crittografia è metà del lavoro. L'altra metà è capire cos'è la <strong>valuta</strong>: la moneta in circolazione, e i titoli che la rappresentano. La usiamo tutti i giorni, eppure in pochi ne capiscono i meccanismi. Viene spontaneo chiedersi: cos'è la moneta? La risposta sta nella sua storia — e sarà il tema del prossimo articolo.</p>
<p>Bitcoin, quindi, è una valuta basata sulla crittografia. Ma in che modo la usa? Cosa comporta unirla alla moneta, e perché farlo? Parlare di Bitcoin significa farsi molte domande, come quelle che mi pongo anch'io. Tanti mondi sono stati scoperti solo provando a esplorarli con domande semplici.</p>]]></content:encoded>
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      <title>#0 Cos'è davvero Bitcoin (e perché non è solo speculazione)</title>
      <link>https://parlarebitcoin.com/blog/imparare-bitcoin/</link>
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      <pubDate>Tue, 14 Jan 2020 22:55:09 GMT</pubDate>
      <description>Bitcoin sembra solo speculazione e promesse di guadagno facile. C'è molto di più: la più grande rivoluzione monetaria di sempre. Da dove cominciare a capirla.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="lead">Bitcoin viene quasi sempre raccontato come uno strumento di speculazione, per via di un prezzo che balla di continuo. E intanto sconosciuti che si spacciano per &ldquo;manager&rdquo; chiamano promettendo rendimenti da sogno. La conclusione sembra ovvia: Bitcoin è azzardo ad alto rischio. In realtà c'è molto di più da sapere.</p>
<h2>Una tecnologia, non una promessa di guadagno</h2>
<p>Definire Bitcoin &ldquo;una criptovaluta&rdquo; è formalmente corretto, ma nasconde il motivo per cui esiste — e distrae dalla più grande rivoluzione tecnologica e monetaria che l'uomo abbia mai messo in atto. È una tecnologia monetaria, utilizzabile come moneta digitale e come bene rifugio. Media e truffatori, però, sfruttano il fascino dei mercati — borsa, azioni, tassi di interesse — per approfittare delle persone, senza offrire nulla di sicuro o trasparente. Per questo conoscere come funziona è fondamentale per chiunque si interessi a Bitcoin e all'economia in generale.</p>
<h2>Open source: libera, e di tutti</h2>
<p>È una tecnologia <strong>open source</strong>: libera, ispezionabile e modificabile da chiunque (il sito di riferimento è <a href="https://bitcoin.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bitcoin.org</a>). Il software — il &ldquo;nodo&rdquo; — si scarica gratuitamente. Sono concetti che diventeranno via via più chiari leggendo questo blog.</p>
<p>La tecnologia, in generale, è difficile da capire fino in fondo. In pochi ne approfondiscono il meccanismo, e spesso — è successo anche a me — serve molto tempo per coglierne usi e scopi. La definizione più rapida è questa: <strong>Bitcoin porta il denaro su internet, senza intermediari</strong>. Ma per farsene un'idea vera bisogna prima attraversare un po' di economia, società, moneta e perfino filosofia.</p>
<h2>Perché ho aperto questo blog</h2>
<p>Ho deciso di scrivere per smontare la falsa pubblicità, raccontando ciò che ho imparato studiando i mercati finanziari all'università e Bitcoin da autodidatta. Se vuoi sapere com'è nata questa passione, c'è la pagina <a href="https://parlarebitcoin.com/chi-sono/">Chi sono</a>.</p>
<blockquote>Mettiamo subito un punto fermo: Bitcoin non ha come scopo &ldquo;fare più soldi&rdquo;, e non a tutti piacciono le sue proprietà. Finché non capisci cos'è, e come si usa, si conserva e si scambia — <strong>non comprare Bitcoin</strong>. Almeno, non prima di aver letto qui.</blockquote>]]></content:encoded>
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