Perché accettiamo pezzi di carta, o un numero su uno schermo, in cambio di beni reali? È una domanda che quasi nessuno si pone — eppure usiamo il denaro ogni giorno. Per capire Bitcoin dobbiamo prima capire la moneta. E per capire la moneta, conviene ripercorrerne la storia.
Prima della moneta: il baratto e i suoi limiti
Tutti sanno cosa veniva prima della moneta: il baratto, cioè scambiare un bene con un altro. Il problema è che raramente i bisogni combaciavano. Io ho grano, tu hai pesce: ma se a te il grano non serve, lo scambio salta. E quando anche serve, restano i conti sulle quantità (troppo, troppo poco). Da qui nasce l'idea di un “bene terzo”, accettato da tutti, che faccia da ponte tra gli scambi. La moneta, all'inizio, è proprio questo: un bene.
Cosa rende un bene «moneta»
Perché un bene possa funzionare da moneta deve avere alcune caratteristiche precise:
- Uso comune e utilità — deve essere accettato da molti negli scambi.
- Trasferibilità — facile da spostare, poco ingombrante.
- Inalterabilità — non si deteriora e mantiene valore nel tempo.
- Divisibilità — diviso in parti, ciascuna conserva un valore proporzionale al tutto.
- Omogeneità — due unità di pari peso valgono uguale.
- Riconoscibilità — si identifica con facilità.
- Stabilità del valore — il rapporto di scambio con gli altri beni resta costante.
La pietra che valeva una vita: il denaro di Yap
Una delle prime forme di moneta fu la pietra Rai: enormi dischi di calcare provenienti dall'isola di Yap, in Micronesia. Il loro valore dipendeva dalla difficoltà del trasporto — quante persone erano morte per portarla — e servivano per matrimoni, eredità, alleanze, riscatti. Le più grandi misuravano 3 metri e pesavano 4 tonnellate. Poi un certo O'Keefe trovò, con l'aiuto degli indigeni, un modo più facile per trasportarle: le pietre divennero abbondanti, persero la loro rarità e quindi la funzione di moneta.
La lezione: il valore deve essere stabile
Dopo le pietre vennero conchiglie, sale e altri beni. Ogni volta che un bene-moneta diventava troppo facile da produrre, perdeva valore e l'economia attraversava una fase difficile. La lezione è semplice: un buon bene-moneta deve avere valore stabile, e la stabilità dipende da quanto è difficile produrlo. Se il valore scende abbiamo inflazione (conviene comprare subito, prima che i prezzi salgano); se sale abbiamo deflazione (conviene risparmiare).
La ricerca si concluse con i metalli preziosi, e in particolare l'oro: difficile da produrre, inalterabile, divisibile, riconoscibile. Non fu una decisione calata dall'alto, ma l'esito del libero mercato (in linea col “criterio della regressione” di Mises). Tieni a mente queste proprietà: nel prossimo articolo vedremo se Bitcoin le rispetta.
