Prima di chiederci se Bitcoin possa essere “moneta”, dobbiamo conoscerne le proprietà. Tre parole lo descrivono: privato, decentralizzato, digitale.

Privato, decentralizzato, digitale

Privato: non è controllato né emesso da alcun ente. Decentralizzato: l'emissione di nuova moneta è affidata a tanti utenti sparsi nel mondo, non a un'autorità centrale. Digitale: non esistono monete fisiche e, essendo una criptovaluta, è impossibile da clonare o riprodurre.

Una politica monetaria scritta nel codice

La “politica monetaria” di Bitcoin è semplice e trasparente:

  • La quantità totale è fissata dal protocollo a 21 milioni di bitcoin.
  • Ogni transazione è verificabile pubblicamente via internet: trasparenza assoluta.
  • Il consenso degli utenti è un elemento essenziale.

(Quando scrissi per la prima volta questo articolo si producevano circa 12,5 BTC ogni 10 minuti, in attesa del dimezzamento — l'halving. È un meccanismo a cui dedicheremo un articolo intero più avanti.)

Ma queste proprietà bastano a fare «moneta»?

Sì — e per più motivi. Bitcoin è durevole (digitale, non si logora), trasportabile, divisibile fino al satoshi (0,00000001 BTC), e resistente alla contraffazione: i bitcoin sono legati a indirizzi non duplicabili, noti solo al proprietario.

“Una misteriosa nuova tecnologia emerge, apparentemente dal nulla… gli idealisti vi proiettano visioni di rivoluzione, le élite la disprezzano, i tecnologi ci passano notti e weekend. Poi i suoi effetti diventano profondi, e in seguito molti si chiedono perché la sua promessa non fosse ovvia sin dall'inizio.” — Marc Andreessen parlava del personal computer e di internet. Ma le stesse parole calzano perfettamente a Bitcoin.

Sempre Andreessen: con Bitcoin, per la prima volta, un utente può trasferire a un altro un pezzo unico di proprietà digitale, in modo garantito e sicuro, senza che nessuno possa contestarlo. Pensa alle firme e ai contratti digitali, alle chiavi, alla proprietà di beni fisici come auto e case, a titoli e obbligazioni… e al denaro digitale. Visto così, Bitcoin è molto più di una “speculazione ad alto rischio”.