“Blockchain” è forse la parola più inflazionata degli ultimi anni. Ma cos'è davvero? In fondo è un'idea semplice: un registro di tutte le transazioni Bitcoin, in ordine cronologico, che nessuno possiede e nessuno può falsificare.

Cos'è un libro mastro

Per capirla, partiamo da qualcosa di noto: il libro mastro, cioè il registro di tutte le attività economiche. Serve a tenere traccia e a provare il passaggio di proprietà di un bene — che sia tangibile (una casa, un'auto) o intangibile (denaro, crediti, diritti digitali).

Registri di cui ci fidiamo (forse troppo)

La contabilità dei nostri soldi è affidata alle banche, il registro delle proprietà al catasto, i nomi all'anagrafe. Tutti questi registri sono centralizzati: custoditi e controllati da un ente. Ma siamo sicuri che siano al sicuro? Tangenti per favorire qualcuno, transazioni bloccate, dati persi per incuria, titoli di studio falsi, perfino prelievi forzosi dai conti (Cipro, 2013). La fiducia che diamo a questi registri non è sempre ripagata.

Immagina un registro che nessuno può manomettere

Ora prova a immaginare un registro decentralizzato: dove i dati sono custoditi in modo invulnerabile a manomissioni, distrazioni ed errori, e che non fa favoritismi verso nessuno.

La blockchain di Bitcoin

È esattamente questo: un registro digitale distribuito su tutti i nodi della rete — ogni nodo ne tiene una copia — in cui sono custodite tutte le transazioni in Bitcoin, con un meccanismo che ne garantisce l'integrità. Nessuna autorità unica lo controlla: è verificato e mantenuto integro da ogni partecipante. La blockchain di Bitcoin è il primo registro decentralizzato usato per le transazioni finanziarie di tutto il mondo. Ma possiamo davvero fidarci di un registro senza un capo? Quali caratteristiche lo rendono affidabile? Lo vediamo nei prossimi articoli.